Pagaie rosa

Chi Siamo

Pink Butterfly Onlus Roma

Chi siamo

L’Associazione Pagaie Rosa Dragon Boat Onlus di Roma ha lo scopo di migliorare la qualità della vita delle donne affette da carcinoma mammario ed è composta da donne che hanno affrontato questo percorso.

L’impegno dell’associazione è volto a diffondere un messaggio di speranza e forza a tutte le donne come noi promuovendo l’informazione sull’argomento, realizzando progetti di studio insieme alla comunità medico-scientifica, organizzando convegni e eventi a carattere formativo e divulgativo e soprattutto sostenendo le donne nel loro recupero psico fisico.

Il perseguimento di questi obiettivi avviene attraverso la pratica costante dell’attività sportiva del Dragon Boat e della Canoa Polinesiana. La pagaia e la barca sono i mezzi attraverso i quali noi donne delle Pagaie Rosa condividiamo emozioni, fatica, ricordi, momenti di vita impagabili che segnano il nostro ritorno alla vita. La nostra squadra si chiama Pink Butterfly ed è composta dalle donne delle Pagaie Rosa. Le Pink Butterfly partecipano a gare, manifestazioni ed eventi sportivi e sociali a livello nazionale e anche internazionale, a testimonianza che si può avere una vpa piena e attiva anche dopo questa traumatica esperienza.

Il nostro motto è “Combatti il cancro al seno a colpi di pagaia!

Il Presidente dell’Associazione Pagaie Rosa Dragon Boat Onlus è Mariagrazia Punzo e il capitano della squadra delle Pink Butterfly è Barbara Prantera.

Come nascono le Pink Butterfly
la prima squadra italiana

Le Pink Butterfly di Roma sono nate nel 2003 in seguito a un campionato del mondo che si tenne a Roma al laghetto dell’EUR. Ai campionati parteciparono tre squadre di Breast Cancer Survivors provenienti dal Canada, dall’Australia e da Philadelfia.

Orlanda Cappelli, già pagaiatrice e tamburina di Dragon Boat e unica italiana dell’ambiente con la stessa problematica, gareggiò con loro in rappresentanza delle donne italiane. In seguito Orlanda Cappelli fondò la prima squadra italiana di Breast Cancers Survivors, le Pink Butterfly, per partecipare alle gare e alle manifestazioni di Dragon Boat in Italia e all’estero.

La squadra è composta da 45 donne tra i 22 e i 75 anni e testimonia in Italia e nel mondo che il tumore al seno non vince, costringendo le donne a un muto e compassionevole isolamento, ma si può trasformare in un’insperata opportunità di coraggio e di nuova vitalità.

Le Pink Butterfly aderiscono all’International Breast Cancers Paddlers’ Commission, commissione di riferimento per tutte le squadre di donne operate pagaiatrici.

L’impegno costante e forte per raggiungere gli obiettivi prefissati è stato ripagato dai risultati ottenuti e ci incoraggia ad andare avanti con rinnovate energie, al fine di mandare questo messaggio di speranza e di vita a donne come noi, attraverso anche il coinvolgimento di strutture ospedaliere, di altre associazioni e degli enti territoriali. In particolare collaboriamo con l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena – Istituto Dermatologico San Gallicano, l’Università di Tor Vergata, il Policlinico Umberto I, il Campus Bio Medico e con la Susan Komen Italia.

Il Dragon Boat

La pratica del Dragon Boat per le donne operate di tumore al seno nasce nel 1996 fa dalla volontà di un medico statunitense il Dr. Mckenzie che ha sperimentato, con un gruppo di donne pioniere, come, in contrasto con le teorie del periodo, il movimento ritmico e ciclico della pagaiata costituisse una sorta di linfodrenaggio naturale favorendo la prevenzione del linfedema. Questo allora giovane medico è stato determinante per la diffusione di questa disciplina che da allora è esplosa e ora conta decine di migliaia di donne operate in tutto il mondo, principalmente nei paesi anglosassoni.

Il messaggio è chiaro e forte è un atto di ribellione nei confronti di una malattia che ti vorrebbe costringere ad un muto e compassionevole isolamento. Quando indossi quella maglietta ti senti invincibile: comunichi a tutti che hai avuto un cancro al seno e che questo non ti ha assolutamente fermato.

Fare parte di questa squadra “speciale” è una esperienza unica che condividi con donne che hanno percorso le tue stesse strade e sanno quello che provi senza che nessuno ne parli. Pagaiare in modo sincrono in venti su un dragone è una esperienza emozionante che coalizza e crea una forte sinergia. Si diventa un insieme unico e tu sai che quando il cuore ti scoppia, i muscoli ti cedono e non ce la fai più, puoi alzare la pagaia ed essere certa che le tue compagne ti porteranno a riva metaforicamente come nella vita, perché i momenti di tristezza e scoramento capitano a tutte ma la consapevolezza di avere un sostegno così forte è una garanzia di successo.

Il Dragon Boat è una barca con la testa e la coda di drago, della lunghezza di 12,66 metri e larga 1,06 metri. Le pagaie sono simili a quelle della canoa canadese il cui peso è di circa un chilo. Sullo scafo trovano posto venti pagaiatori, a prua, rivolto verso l’equipaggio, un tamburino batte il tempo su di un grosso tamburo, retaggio di un’antica tradizione. A poppa è alloggiato, proprio sulla coda del drago, il timoniere, alle prese con un remo lungo 3 metri la cui pala è larga 18 centimetri circa.

Se vi interessa... un po’ di storia di come è nata questa imbarcazione.

Mentre Roma si preparava a combattere la Prima Guerra Punica contro Cartagine, in Cina nasceva quello che oggi è noto come “the Dragon Boat”, la barca del drago. Ventitre secoli più tardi dal lungo scafo tambureggiante è nata una disciplina agonistica altamente spettacolare. Tutto è cominciato con un tuffo micidiale, un suicidio nelle acque del fiume Mi Lo, nella Cina meridionale. Autore dell’insano gesto (avvenuto nel 277 a.C.), fu Ch’u Yuan, nobile con un’alta carica a corte e anche maggior poeta di quel periodo. Quello di Ch’u Yuan fu un segno di protesta contro la corruzione della classe politica di quel tempo. Si uccise il quinto giorno della quinta luna, lasciandosi annegare nel Mi Lo. I pescatori locali, a cui il poeta dedicò una delle poesie più note, salirono subito sulle proprie barche per cercare di salvarlo, ma fu tutto inutile. Battendo forte con le pagaie sull’acqua del fiume, tentarono di preservare il suo corpo dagli assalti dei pesci. Poi, come sacrificio al suo spirito, gettarono nel Mi Lo gnocchi di riso avvolti in seta. La nascita del Dragon Boat era avvenuta e ogni anno, il quinto giorno della quinta luna, i pescatori cinesi ricordano lo sciagurato gesto di Ch’u Yuan, gareggiando fra loro sulle barche del drago e mangiando gnocchi di riso avvolti nelle foglie di loto.