Pagaie rosa

Chi Siamo

Pink Butterfly Onlus Roma

Chi siamo

L’Associazione Pagaie Rosa Onlus è composta da tutte donne operate di tumore al seno la cui finalità principale è quella di testimoniare attraverso l’attività sportiva del Dragon Boat e degli sport di pagaia in generale che il tumore al seno non ci ha vinte costringendoci a un muto e compassionevole isolamento, ma si è trasformato per noi in un’opportunità di coraggio e di nuova vitalità.

L’associazione ha una squadra di Dragon Boat denominata Pink Butterfly nata nel 2002 in seguito ai campionati del mondo disputatisi al laghetto dell’EUR. Ai campionati parteciparono tre squadre di donne in rosa (BCS le Breast Cancer Survivors) provenienti dal Canada, dall’Australia e da Philadelfia. Orlanda Cappelli, già pagaiatrice e tamburina di Dragon Boat e unica italiana inserita nell’ambiente con la stessa problematica, senza esitazione gareggiò con loro in rappresentanza di tutte le donne in rosa italiane. I tre giorni di gare furono rallegrati dalla simpatia, dall’allegria e dai canti di queste donne stupende senza limiti di età. Orlanda Cappelli, con il supporto del Presidente della FIDB Claudio Schermi, avviò il progetto Abreast in a boat in Italia per creare il PRIMO equipaggio che potesse partecipare alle gare e alle manifestazioni di Dragon Boat in Italia e all’estero, portando l’allegria e la gioia di vivere (che fa la differenza) di cui avevano avuto uno stupendo esempio. La nostra Nanda accettò, anche se con molte riserve dovute alla particolarità dello sport e alla mancanza di cultura sportiva della società femminile italiana.

Oggi la squadra delle Pink Butterfly è composta da venticinque donne, di età variabile tra i 28 e i 70 anni. Ognuna di noi ha la sua storia di sofferenza alle spalle e di reazione che ci unisce in una barca in cui si pagaia all’unisono. Siamo donne normali, non particolarmente sportive, eccetto qualcuna, che vivono una vita normale di mogli, madri e donne impegnate nel lavoro.

La squadra delle Pink Butterfly, dopo la scomparsa di Orlanda, è oggi capitanata da Ivana Policiti. La squadra si allena il sabato mattina alle ore 10:00 a Castel Gandolfo presso il circolo Saroli Club, in Via Spiaggia del Lago.

Il Presidente dell’Associazione Pagaie Rosa è Mariagrazia Punzo.

Il Dragon Boat

La pratica del Dragon Boat per le donne operate di tumore al seno nasce nel 1996 fa dalla volontà di un medico statunitense il Dr. Mckenzie che ha sperimentato, con un gruppo di donne pioniere, come, in contrasto con le teorie del periodo, il movimento ritmico e ciclico della pagaiata costituisse una sorta di linfodrenaggio naturale favorendo la prevenzione del linfedema. Questo allora giovane medico è stato determinante per la diffusione di questa disciplina che da allora è esplosa e ora conta decine di migliaia di donne operate in tutto il mondo, principalmente nei paesi anglosassoni.

Il messaggio è chiaro e forte è un atto di ribellione nei confronti di una malattia che ti vorrebbe costringere ad un muto e compassionevole isolamento. Quando indossi quella maglietta ti senti invincibile: comunichi a tutti che hai avuto un cancro al seno e che questo non ti ha assolutamente fermato.

Fare parte di questa squadra “speciale” è una esperienza unica che condividi con donne che hanno percorso le tue stesse strade e sanno quello che provi senza che nessuno ne parli. Pagaiare in modo sincrono in venti su un dragone è una esperienza emozionante che coalizza e crea una forte sinergia. Si diventa un insieme unico e tu sai che quando il cuore ti scoppia, i muscoli ti cedono e non ce la fai più, puoi alzare la pagaia ed essere certa che le tue compagne ti porteranno a riva metaforicamente come nella vita, perché i momenti di tristezza e scoramento capitano a tutte ma la consapevolezza di avere un sostegno così forte è una garanzia di successo.

Il Dragon Boat è una barca con la testa e la coda di drago, della lunghezza di 12,66 metri e larga 1,06 metri. Le pagaie sono simili a quelle della canoa canadese il cui peso è di circa un chilo. Sullo scafo trovano posto venti pagaiatori, a prua, rivolto verso l’equipaggio, un tamburino batte il tempo su di un grosso tamburo, retaggio di un’antica tradizione. A poppa è alloggiato, proprio sulla coda del drago, il timoniere, alle prese con un remo lungo 3 metri la cui pala è larga 18 centimetri circa.

Se vi interessa... un po’ di storia di come è nata questa imbarcazione.

Mentre Roma si preparava a combattere la Prima Guerra Punica contro Cartagine, in Cina nasceva quello che oggi è noto come “the Dragon Boat”, la barca del drago. Ventitre secoli più tardi dal lungo scafo tambureggiante è nata una disciplina agonistica altamente spettacolare. Tutto è cominciato con un tuffo micidiale, un suicidio nelle acque del fiume Mi Lo, nella Cina meridionale. Autore dell’insano gesto (avvenuto nel 277 a.C.), fu Ch’u Yuan, nobile con un’alta carica a corte e anche maggior poeta di quel periodo. Quello di Ch’u Yuan fu un segno di protesta contro la corruzione della classe politica di quel tempo. Si uccise il quinto giorno della quinta luna, lasciandosi annegare nel Mi Lo. I pescatori locali, a cui il poeta dedicò una delle poesie più note, salirono subito sulle proprie barche per cercare di salvarlo, ma fu tutto inutile. Battendo forte con le pagaie sull’acqua del fiume, tentarono di preservare il suo corpo dagli assalti dei pesci. Poi, come sacrificio al suo spirito, gettarono nel Mi Lo gnocchi di riso avvolti in seta. La nascita del Dragon Boat era avvenuta e ogni anno, il quinto giorno della quinta luna, i pescatori cinesi ricordano lo sciagurato gesto di Ch’u Yuan, gareggiando fra loro sulle barche del drago e mangiando gnocchi di riso avvolti nelle foglie di loto.